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Il Ponte del Diavolo delle Valli di Lanzo

Oggi ti voglio parlare di un luogo magico e misterioso, simbolo di Lanzo e delle sue valli.

Sto parlando del Ponte del Diavolo, o nome originario Ponte del Ròch (“Ponte di Pietra” in piemontese), fu costruito alla fine del 1300 come collegamento diretto tra le Valli di Lanzo e Torino, attraversando il fiume Stura senza passare dai paesini limitrofi. La spesa per la sua realizzazione fu di 1400 fiorini e venne imposta alla popolazione lanzese una tassa sul vino per 10 anni.

Nel 1564 fu realizzata di una porta sul ponte (di cui, al giorno d’oggi, è visibile solo l’arco) e veniva chiusa allo scoppiare di epidemie, come la peste, per impedire il contagio da parte dei forestieri. Nel settembre di quello stesso anno fu introdotto un pedaggio, “la bolletta del luogo di provenienza” ,contrassegnato dal sigillo di Lanzo, chiunque ne fosse sprovvisto non poteva oltrepassare il ponte.

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Antica chiesa Plebana

Oggi ti mostrerò un vero e proprio gioiello situato a solo pochi minuti da Cascina 6b; si tratta della Chiesa Plebana di San Maurizio Canavese in provincia di Torino.

Alcune curiosità

La chiesa risale all’XI secolo e si presenta con un aspetto romanico. L’edificio originario fu riplasmato nel secolo XII con la formazione di tre navate e la conservazione di abside e campanile.
Sino agli inizi del ’700 furono apportate modifiche interne, come la costruzione degli altari laterali e lo spostamento dell’altare maggiore.
Le navata centrale custodisce una suggestiva serie di affreschi tra cui un ciclo pittorico in 24 episodi, realizzato nel 1495 dai pittori pinerolesi Bartolomeo e Sebastiano Serra, raffiguranti scene della vita di Cristo, dall’Annunciazione alla Crocifissione e morte in Croce, ed una serie di profeti raffigurati nel sottarco della cappella della Beata Vergine del Santo Rosario, a cavallo tra ‘400 e ‘500, di pregevolissima fattura.

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Una giornata al Parco Naturale della Mandria

Cosa c’è di meglio di trascorrete un’intera giornata all’aria aperta immersi nella natura in totale relax? Secondo me non c’è cosa più bella.

Oggi ti voglio portare in giro per il Parco della Mandria a Venaria Reale.

Alcune curiosità

Il Parco della Mandria, adiacente al Reggia di Venaria Reale, è stato il primo parco regionale istituito in Italia nel 1978, ma la sua storia è molto più antica.

Quest’area, oggi di circa 2.000 ettari, nasce nel XVI secolo come riserva di caccia per la famiglia reale sabauda e attrezzata per il soggiorno del re e della corte. Il re Vittorio Amedeo II inserì un allevamento di cavalli per le scuderie reali da cui derivò il nome di “La Mandria”. Successivamente, Il re Vittorio Emanuele II fece realizzare il Borgo Castello e altri edifici per viverci, pare, con la sua moglie morganatica Rosa Vercellana, nota anche come la Bela Rosin.

Alla morte di Vittorio Emanuele II la tenuta passò ai marchesi Medici del Vascello, nel corso della quale porzioni di terreni vennero venduti per la costruzione di varie residenze e di un campo da golf. Nel 1976 divenne proprietà della Regione Piemonte, che istituì poi il Parco Regionale della Mandria.

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Benvenuti al Museo Egizio di Torino

Ciao, oggi ti voglio accompagnare in un viaggio all’interno della cultura egizia. Ben pochi sono i popoli che hanno lasciato tante suggestive testimonianze della loro esistenza, per questo voglio portarti al Museo Egizio di Torino, il più antico del mondo dedicato interamente alla cultura egizia. Considerato il più grande e importante museo, per valore e quantità dei reperti, secondo solo a quello del Cairo in Egitto.

Sicuramente ti starai chiedendo cosa c’entra l’Egitto con Torino?

Semplice, dobbiamo ringraziare il Re Carlo Felice di Savoia che nel 1824 fondò il Museo delle Antichità Egizie di Torino, meglio noto come Museo Egizio, acquisendo una collezione di ben 5.628 reperti riuniti da Bernardino Drovetti, oltre alle antichità già di proprietà della famiglia Savoia.

Alla collezione del Museo si sono poi aggiunti altri ritrovamenti effettuati tra il 1900 ed il 1935 dalla Missione Archeologica Italiana e portati in Italia.

Il Museo Egizio di Torino ha oggi sede nel Palazzo dell’Accademia delle Scienze, l’imponente edificio seicentesco la cui costruzione iniziò nel 1679 ad opera dell’architetto Michelangelo Garove sul progetto originario di Guarino Guarini

A partire dagli anni ’80 venne programmato un nuovo percorso di visita che ha determinato nuovi spazi espositivi, come l’ampia sala destinata ad accogliere le antichità dell’Età Predinastica e dell’Antico Regno al piano terreno. Nel 2006, in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino, lo Statuario è stato riallestito dallo scenografo Dante Ferretti. L’ultimo intervento ha radicalmente rifunzionalizzato gli spazi, l’intero percorso museale e le dotazioni impiantistiche, in vista della grande riapertura del 2015.

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La Palazzina di caccia di Stupinigi

In attesa della bella stagione, necessaria per intraprendere qualche nuovo percorso immerso nel verde, abbiamo deciso di continuare le gite tra i gioielli monumentali di Torino e provincia.

Oggi vi parleremo della Palazzina di Stupinigi, una Residenza Sabauda dedicata alla Caccia e alle Feste. Vi racconteremo come l’origine della Palazzina trovasse la propria natura negli svaghi e di come oggi sia lo scenario di un perfetto e realistico tuffo nel passato, ospitando importanti mostre temporanee e non.

La Palazzina di Stupinigi, realizzata a partire dal 1729, venne commissionata da Vittorio Amedeo II di Savoia, per attività ludiche, tra le quali la caccia, il passatempo preferito dei reali. Un padiglione con pochi appartamenti idonei a brevi soste, della durata delle battute di caccia, nulla a che vedere con la maestosità e l’ambizione del progetto della Reggia di Venaria Reale.

Tuttavia, negli anni, il filo conduttore della semplicità venne, per così dire, perso di vista, fino alla realizzazione del palazzo che oggi possiamo visitare, caratterizzato da una sontuosa cupola a padiglione dipinta d’azzurro con profili d’orati, da saloni affrescati che raccontano il Mito di Diana (dea della caccia e protettrice delle selve), da un parco e il lungo viale rettilineo all’ingresso, che nel progetto originale consentiva di raggiungere il centro della città di Torino.

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La magia delle feste

Dai primi giorni di dicembre, precisamente attorno all’8, scatta in me un meccanismo ben preciso, che
ripeto con una certa perseveranza ed inconscia dedizione per tutto il mese: ogni volta che rientro a casa indosso un paio di calzini di Natale.
Probabilmente è il modo di prepararmi alle incombenti festività, il mio rituale segue all’incirca il
corso naturale della vita degli abeti addobbati nelle case, dall’Immacolata Concezione all’Epifania.
Se indossarli prima del 25 dicembre mi consente di enfatizzare la scalpitante attesa dell’infanzia, calzarli dopo mi permette di trascinare, per ancora qualche giorno, quell’effimera e ormai troppo labile leggerezza che il Natale porta con sé.


E allora perché non mantenere vive queste sensazioni facendo una carrellata di attività natalizie che si
possono fare attorno a Cascina 6b?

Bando alle ciance direbbe nostra nonna… basta con i film di natale e gli avanzi di panettone, godiamoci gli ultimi mercatini, le ultime vie illuminate, gli ultimi addobbi e biscotti alla cannella e zenzero da passeggio.
Per incominciare vorrei parlarvi dell’evento “Natale è Reale” tenutosi all’interno delle scuderie reali della magica Palazzina di Caccia di Stupinigi.

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Il Gran Balon, lo storico mercatino delle pulci nel cuore di Torino

In un attimo l’aria è tornata ad essere frizzantina e l’imbrunire precoce porta con sé la voglia di godersi gli ultimi raggi di sole, di un’estate ormai lontana.

Abbiamo sempre pensato che ottobre fosse il mese che maggiormente identifica Torino, il colore che assume il cielo, i viali coperti da un tappeto di foglie gialle, il profumo di caldarroste, i dehors dei ristoranti ancora affollati, i mercatini e le persone a passeggio con giacche ormai troppo leggere e nasi arrossati.

Ed a proposito di mercatini, oggi vi raccontiamo proprio del Gran Balon, lo storico mercato dell’antiquariato, del vintage e del collezionismo che si svolge sin dal 1985 ogni seconda domenica del mese nel centro storico di Torino dalle ore 8:00 alle ore 18:00.

L’ampio mercato si dirama tra le vie Lanino, Mameli, Canale Carpanini, Cortile del Maglio e Borgo Dora con bancarelle di ogni tipo gestite dai soggetti più disparati, artigiani, collezionisti e rigattieri che si aggiungono ai negozi di antiquariato del posto.

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Dal lago di Malciaussia verso il lago Nero

Ed eccoci qui, nuovamente pronti per affrontare una nuova gita immersi nella natura.

Lo sappiamo, è da qualche articolo che siamo un po’ monotematiche ma come si fa a non approfittare di queste domeniche d’estate per fuggire dal caldo afoso e rifugiarsi sotto le fronde di qualche albero, al fresco, godendo di una vista mozzafiato?

Ed allora via, a soli 60 km da Cascina 6b, nella Valle di Viù, si trova il Lago di Malciaussia, uno scenico e limpido specchio d’acqua che diffonde pace e quiete sin dal primo sguardo.

Il lago è raggiungibile in auto unicamente nella stagione estiva, in quanto durante l’inverno la neve ne impedisce l’accesso. Nel periodo estivo, solamente nei giorni festivi, per tenere sotto controllo l’afflusso dei visitatori, l’accesso al parcheggio del lago di Malciaussia è limitato con pedaggio.

Dal lago è possibile ammirare il Monte Lera, il Rocciamelone e il Colle dell’Autaret che si specchiano nelle sue acque cristalline.

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Vonzo, un borgo incantato nella valle di Lanzo

Oggi voglio parlarvi di uno dei miei posti del cuore.

A soli 50 minuti di macchina da Cascina 6b, immerso nel verde si trova un piccolo paese di nome Vonzo, nella frazione di Chialamberto in provincia di Torino, composto da case di pietra e tanta tradizione.

Appena scesi dalla macchina, la sensazione percepita è quella di lasciare il caos della città per inserirsi in un’atmosfera di altri tempi, caratterizzata da piccole stradine di pietra percorribili unicamente a piedi, da abitazioni con tende ricamate alle finestre e porte sempre aperte, da cagnolini dei signori del posto con bandane con su scritto “anche se fingo il contrario, ho già mangiato”, dal rumore delle fontane di acqua fresca scrosciante, dall’odore di caffè e di erba appena tagliata.

Si può dire che Vonzo sia un piccolo borgo, un presepe in scala reale, dove i bambini possono giocare e scorrazzare liberamente perché come ci diceva sempre nostra mamma da piccole, “non potete perdervi tutte le strade portano a casa”.

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